21 Luglio 2026
GRANO: SERVONO 40 MILIONI PER I CONTRATTI DI FILIERA; PIÙ CONTROLLI SU IMPORTAZIONI E STOP A SPECULAZIONI E PRATICHE SLEALI

In Puglia il grano viene pagato sotto i costi di produzione mentre aumentano del 55% gli arrivi dal Canada

La crisi del grano duro in Puglia, prima regione italiana per produzione, impone interventi immediati, quali 40 milioni di euro per rafforzare i contratti di filiera, più controlli sull’origine del grano importato attraverso strumenti scientifici innovativi come risonanza magnetica, mappatura isotopica e genomica, una stretta sulle pratiche commerciali sleali e un piano straordinario per ammodernare la rete degli stoccaggi. Sono queste le richieste avanzate da Coldiretti al tavolo nazionale della filiera del grano duro, convocato dal Masaf, che Coldiretti Puglia sostiene con forza per difendere il reddito dei cerealicoltori pugliesi, oggi alle prese con quotazioni inferiori ai costi di produzione e con la crescente pressione delle importazioni estere.

La situazione interessa in maniera diretta la Puglia, prima regione italiana per produzione di grano duro – afferma Coldiretti Puglia - dove il mercato continua a riconoscere agli agricoltori prezzi largamente insufficienti a coprire i costi di coltivazione, con le quotazioni che si attestano su 27 euro al quintale, a fronte di costi di produzione che raggiungono i 35 euro al quintale, con punte di costi produttivi effettivi reali di 1.250 euro per ettaro, a causa dell'aumento dei prezzi di mezzi tecnici, fertilizzanti, energia, lavorazioni e irrigazione ove necessaria.

Ad aggravare ulteriormente il quadro sono le importazioni dall'estero proprio nel pieno della campagna di raccolta. Secondo l'analisi di Coldiretti su dati Eurostat, a maggio le importazioni di grano duro canadese sono aumentate del 55% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, dopo il balzo registrato ad aprile. Un flusso che esercita una pressione al ribasso sui prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani, mentre il grano proveniente dal Canada viene ottenuto con pratiche, come la preraccolta con glifosato, vietate agli agricoltori europei, determinando una evidente distorsione della concorrenza. A pesare sul mercato sono anche i tentativi di aggirare il sistema di trasparenza garantito dalla Commissione Unica Nazionale attraverso listini alternativi che rischiano di alterare il corretto funzionamento del mercato e le distorsioni provocate dalle importazioni dall’estero proprio durante la campagna di raccolta.

"Non possiamo consentire che il lavoro dei cerealicoltori pugliesi venga mortificato da importazioni che arrivano proprio nel momento della raccolta e da quotazioni che non coprono nemmeno i costi sostenuti dalle aziende agricole", afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. "La Puglia rappresenta il cuore della produzione nazionale di grano duro e merita strumenti adeguati per garantire redditività alle imprese. Occorre finanziare subito i contratti di filiera, rendere obbligatorio il riferimento ai prezzi della Commissione Unica Nazionale e intensificare i controlli sull'origine del prodotto, per fermare ogni forma di speculazione e assicurare trasparenza lungo tutta la filiera”. "È indispensabile intervenire anche sulle pratiche commerciali sleali, verificando che nessuno acquisti il grano al di sotto dei costi di produzione, perché scaricare il peso della crisi esclusivamente sugli agricoltori significa mettere a rischio l'intera filiera cerealicola italiana", sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. "Servono inoltre controlli sempre più avanzati, attraverso tecnologie come la mappatura isotopica, genomica e la risonanza magnetica, per certificare con certezza l'origine del grano e contrastare ogni tentativo di spacciare prodotto estero come italiano. La trasparenza è una garanzia sia per chi produce sia per chi acquista."

Tra le priorità indicate da Coldiretti figura anche il potenziamento della rete degli stoccaggi, oggi in larga parte obsoleta, per consentire alle aziende di conservare il raccolto senza essere costrette a venderlo immediatamente nei momenti di maggiore pressione del mercato. Una misura strategica per rafforzare il potere contrattuale dei produttori e ridurre il peso delle oscillazioni speculative.

Accanto ai contratti di filiera e ai controlli sull'origine, Coldiretti chiede di accelerare gli investimenti nella logistica cerealicola, sostenere la ricerca sulle nuove varietà di grano duro e sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), promuovere sistemi irrigui innovativi e un piano nazionale per gli invasi, indispensabile per affrontare gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici e assicurare competitività a una coltura che rappresenta uno dei pilastri dell'agricoltura pugliese.

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