18 Febbraio 2026
FLOROVIVAISMO: CON UN VALORE DI 178 MILIONI PUGLIA SETTIMA IN ITALIA; RIFLETTORI SU EXPORT RECORD, SOSTENIBILITÀ E BENESSERE

Pesa però l’impatto dell’emergenza fitosanitaria legata alla diffusione della Xylella, che negli ultimi dieci anni ha contribuito a ridurre i volumi produttivi complessivi di circa il 15%

Il florovivaismo pugliese si conferma una realtà strategica dell’agricoltura regionale e nazionale, con un valore della produzione che raggiunge i 178 milioni di euro, circa il 5% del totale italiano, e un tessuto produttivo composto da circa 2.000 aziende attive, capaci di generare occupazione, presidio del territorio e opportunità economiche diffuse. Un comparto che colloca la Puglia al settimo posto nella graduatoria nazionale e che trova ulteriore slancio in occasione dell’apertura di Myplant & Garden, la più importante manifestazione internazionale del settore in Italia ospitata presso Fiera Milano Rho, dove Coldiretti e Assofloro promuovono un momento di confronto dedicato ai nuovi record dell’export di piante e fiori Made in Italy, agli investimenti in sostenibilità e ai benefici che il verde garantisce alla salute e alla qualità della vita.

Sul comparto florovivaistico pugliese pesa però l’impatto dell’emergenza fitosanitaria legata alla diffusione della Xylella, che negli ultimi dieci anni ha contribuito a ridurre i volumi produttivi complessivi di circa il 15%, secondo le analisi su dati ISMEA. A incidere non sono stati solo gli effetti diretti del batterio, ma soprattutto le rigorose misure fitosanitarie introdotte per contenerne la diffusione, con restrizioni alla movimentazione delle piante, maggiori controlli, aumento dei costi burocratici e difficoltà commerciali, in particolare sui mercati esteri. Una situazione che ha costretto molte imprese a riorganizzare le produzioni, rallentando gli scambi e frenando lo sviluppo di un settore che resta strategico per l’economia agricola regionale. In questo contesto - sottolinea Coldiretti Puglia - diventa fondamentale sostenere le aziende florovivaistiche con strumenti adeguati per garantire la ripresa produttiva, tutelare la competitività delle imprese e salvaguardare un patrimonio economico, occupazionale e ambientale unico per il territorio.

La forza del florovivaismo regionale è legata alla presenza di distretti altamente specializzati e riconosciuti a livello nazionale e internazionale, come quello del Salento, con epicentro nell’area di Taviano e Leverano e una rete produttiva – aggiunge Coldiretti Puglia - che coinvolge numerosi comuni limitrofi, e quello della provincia di Bari, con Terlizzi punto di riferimento per la produzione e la commercializzazione insieme ad altri centri del territorio, ai quali si affiancano numerose realtà imprenditoriali diffuse in tutta la regione, contribuendo a rendere la Puglia uno dei poli più dinamici del Mezzogiorno in un settore che negli ultimi anni ha dimostrato una crescente vocazione anche verso i mercati esteri, dove viene destinata una quota significativa della produzione.

Il florovivaismo rappresenta oggi non solo un comparto economico di rilievo – dice Coldiretti Puglia -  ma anche un elemento centrale nelle politiche di sostenibilità ambientale, grazie al ruolo svolto dalle piante nella riduzione dell’impatto climatico attraverso l’assorbimento e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, nella difesa del suolo dal dissesto idrogeologico e nella salvaguardia della biodiversità, contribuendo allo stesso tempo a migliorare la qualità dell’aria e degli spazi urbani, con effetti positivi diretti sulla salute e sul benessere delle persone.

Non è un caso che la crescente attenzione verso il verde sia accompagnata da evidenze scientifiche sempre più rilevanti, come dimostrato dalla ricerca promossa da Coldiretti insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche attraverso l’Istituto di Bioeconomia, che ha evidenziato come l’introduzione di specifiche piante negli ambienti scolastici sia in grado di ridurre fino al 20% le concentrazioni di anidride carbonica e del 15% le polveri sottili, confermando il contributo concreto del verde nel migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi, mentre si diffondono sempre più esperienze legate alle terapie forestali e al contatto diretto con la natura per contrastare stress, ansia e disagi psicofisici.

Accanto agli effetti benefici sul piano ambientale e sanitario, cresce anche l’interesse verso il valore sociale, culturale e alimentare dei fiori, sempre più utilizzati anche in cucina, con i fiori eduli che arricchiscono le preparazioni gastronomiche grazie alle loro proprietà, ai colori e ai profumi, contribuendo a rafforzare il legame tra agricoltura, alimentazione e benessere.

In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali, il florovivaismo pugliese dimostra una straordinaria capacità di innovazione e adattamento, affermandosi come uno dei settori più dinamici dell’agricoltura regionale – conclude Coldiretti Puglia – ed è fondamentale continuare a sostenere le imprese, valorizzando il Made in Italy e garantendo il rispetto del principio di reciprocità negli scambi internazionali, per tutelare il lavoro dei nostri florovivaisti che hanno investito in modelli produttivi sostenibili, innovazione e qualità.

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