18 Febbraio 2026
FAO: NUOVA FLESSIONE DEI PREZZI AGRICOLI MONDIALI

Nuova flessione dei prezzi dei prodotti alimentari mondiali. Il report della  Fao ha evidenziato a gennaio un calo (il quinto) dello 0,4% su dicembre e dello 0,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’andamento è comunque differenziato tra i diversi prodotti. I cereali infatti hanno segnato +0,2% su dicembre. Il riso è cresciuto dell’1,8% sostenuto da una domanda vivace. Su terreno positivo anche i prezzi degli oli vegetali con un balzo dell’olio di palma e un recupero di quello di soia anche per  le aspettative di una forte domanda di biocarburanti negli Stati Uniti. In rialzo i listini dell’olio di semi di girasole. In arretramento invece l’olio di colza.

In ribasso i prezzi delle carni (-0,4%) soprattutto per effetto  del calo di quelle suine. Al contrario sono cresciuti i listini delle carni avicole. In flessione del 5% i prodotti lattiero-caseari depressi anche dalla  consistenti scorte. Trend negativo infine per lo zucchero (-1%).

La Fao ha pubblicato anche le stime sulla produzione di cereali 2025 che dovrebbe raggiungere 3.023 milioni di tonnellate con raccolti record per frumento, cereali secondari e riso.  A incidere  l’aumento delle rese in Argentina, Canada e Unione europea che si affianca  alle maggiori  superfici coltivate a mais e a rese più alte in Cina e negli Stati Uniti.

Quanto ai raccolti del 2026, secondo il bollettino della Fao, in India, le semine di frumento invernale dovrebbero raggiungere un livello record grazie ai prezzi interni elevati e a condizioni meteorologiche favorevoli. Al contrario sono attese riduzioni delle superfici  coltivate negli Usa.

Si prevede che nel 2025-2026 l’utilizzo di cereali a livello mondiale aumenterà del 2,2%  rispetto all’anno precedente.  E sono attese anche  maggiori scorte mondiali di cereali (+7,8%). Il rapporto globale tra riserve e utilizzo di cereali – si legge sulla nota della  Fao – dovrebbe attestarsi al 31,8%, il valore più elevato dal 2001. E anche il commercio dovrebbe registrare un +3,6% sull’anno precedente.

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