Ridurre il divario digitale tra città e campagne portando connessioni veloci e tecnologie avanzate nelle aziende agricole è diventata una priorità strategica per valorizzare il potenziale innovativo del settore e accompagnare con decisione la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy. E’ questa la sollecitazione che arriva da Coldiretti Puglia, sulla base del report dell’Osservatorio Smart AgriFood 2025 che dà un quadro diretto della digitalizzazione delle imprese agricole, con circa il 41% delle aziende agricole che utilizza almeno una soluzione smart, solo 8% delle aziende è considerata digitalmente matura e la crescita delle superfici coltivate con tecnologie digitali è ancora contenuta (intorno al 9,5 %).
Le stime più recenti indicano che nelle aree interne e agricole pugliesi circa 1 famiglia su 3 (28%) non dispone di un accesso veloce a Internet e questa condizione – denuncia Coldiretti Puglia - limita fortemente la diffusione delle tecnologie di agricoltura 5.0 che permettono di usare droni, sistemi satellitari, robotica, sensori e soluzioni connesse per controllare lo stato delle colture, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, monitorare la diffusione di parassiti e insetti alieni e utilizzare in modo più efficiente acqua, fertilizzanti ed energia, senza una connessione affidabile molte aziende rischiano di restare ai margini di una trasformazione che potrebbe migliorare produttività, sostenibilità e capacità di competere sui mercati
Anche se negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti sul fronte infrastrutturale con una crescita della copertura in fibra e banda larga, restano differenze evidenti tra i centri urbani e le zone rurali e in molte aree interne la qualità della connessione non garantisce ancora la continuità necessaria per servizi digitali evoluti con ripercussioni che si estendono dall’attività agricola all’intero sistema economico e sociale locale
Il ritardo nell’accesso e nell’uso della rete si inserisce in un quadro nazionale in cui il divario tra aree urbane e rurali continua a pesare e rischia di trasformarsi – insiste Coldiretti Puglia - in un freno strutturale alla competitività delle aziende agricole proprio mentre la digitalizzazione rappresenta una leva decisiva per rendere le produzioni più efficienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide ambientali ed economiche dei prossimi anni
In questo scenario l’innovazione tecnologica non può più essere considerata un elemento accessorio – aggiunge Coldiretti Puglia - ma diventa una condizione essenziale per restare sul mercato, strumenti come il monitoraggio da remoto dei campi, i sistemi di irrigazione intelligenti gestiti tramite applicazioni, le soluzioni basate su intelligenza artificiale per riconoscere tempestivamente le infestazioni e le piattaforme digitali che integrano dati climatici e produttivi offrono agli agricoltori un livello di controllo e di programmazione del lavoro che fino a pochi anni fa era impensabile.
Dai droni terrestri e aerei a guida satellitare a centraline meteo di ultima generazione, dalle smart trap con videocamera contro gli insetti nocivi ai sistemi di irrigazione automatizzata e controllata a distanza tramite app per risparmiare acqua e temporizzare gli apporti idrici alle coltivazioni, è in atto – aggiunge Coldiretti Puglia - un’evoluzione del lavoro nei campi che sul Portale del Socio della Coldiretti ha portato alla creazione di Demetra, il primo sistema integrato per la gestione on line dell’azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico, anche per affrontare le nuove sfide dei cambiamenti climatici.
Queste opportunità già presenti in molte realtà agricole possono trasformare le difficoltà legate al clima e ai costi di produzione in occasioni di efficienza e tutela dell’ambiente ma soltanto se le aziende hanno a disposizione connessioni adeguate e competenze per utilizzare in modo consapevole gli strumenti digitali, è per questo che Coldiretti Puglia richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di affiancare agli investimenti infrastrutturali interventi di formazione, accompagnamento e servizi concreti destinati alle imprese rurali affinché la transizione digitale non resti un obiettivo sulla carta ma diventi una realtà diffusa nei campi e nelle aziende agricole di tutto il territorio regionale.
