16 Ottobre 2026
LUV: OLTRE IL 50% DELL’UVA ITALIANA È PUGLIESE; LA FILIERA GUARDA A NUOVI MERCATI MONDIALI

Sono 25mila gli ettari coltivati, oltre 1 miliardo di euro di export e nuove rotte commerciali per conquistare i mercati internazionali

Sono circa 25mila gli ettari coltivati a uva da tavola in Puglia sui circa 47mila complessivi in Italia, una quota che supera il 53% della superficie nazionale e che conferma la leadership pugliese di un comparto profondamente radicato nel territorio ma capace di evolversi, innovare e intercettare le nuove esigenze dei consumatori.  Ad affermalo è Coldiretti Puglia, che sarà presente con un proprio spazio espositivo all’interno della LUV Fiera dell’Uva da Tavola, in programma dal 20 al 22 ottobre alla Fiera del Levante di Bari, appuntamento presentato oggi dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli.

In vetrina una filiera che negli anni ha investito nella qualità, nella ricerca varietale, nelle uve senza semi, nelle tecniche di produzione e nelle soluzioni capaci di rendere il prodotto sempre più competitivo sui mercati. La LUV rappresenta in questo scenario – spiega Coldiretti Puglia - una importante occasione di promozione e di confronto per l’intero sistema dell’uva da tavola, chiamando a raccolta produttori, operatori, buyer e protagonisti della filiera e offrendo alla Puglia una vetrina internazionale per valorizzare un patrimonio produttivo che nel 2025 ha generato un valore dell’export vicino al miliardo di euro.

“L’uva da tavola è una delle grandi storie di successo dell’agricoltura pugliese”,  sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “abbiamo una filiera che ha saputo cambiare pelle, investire nelle nuove varietà, migliorare la qualità e conquistare mercati sempre più lontani. La LUV è quindi un’occasione importante per raccontare questa capacità di innovazione e per rafforzare il posizionamento dell’uva pugliese sui mercati nazionali e internazionali”.

La trasformazione varietale rappresenta uno dei punti di forza della filiera, con la crescita delle uve apirene e delle produzioni capaci di rispondere alle nuove preferenze dei consumatori. In questa prospettiva Coldiretti Puglia considera importante l’inserimento anche delle uve senza semi prodotte in Puglia nel disciplinare dell’IGP Uva di Puglia, perché consente di valorizzare una delle principali innovazioni introdotte dalle aziende regionali e di rafforzare l’identità di una produzione che continua a rinnovarsi.

“È un segnale della capacità della nostra agricoltura di guardare lontano”, aggiunge Piccioni, nel ricordare che “la Puglia non deve soltanto difendere le proprie quote di mercato, ma continuare a costruire nuove opportunità commerciali per le proprie produzioni. L’apertura di nuove rotte logistiche va nella direzione giusta e la LUV può rappresentare un ulteriore acceleratore per far conoscere e valorizzare l’uva pugliese nel mondo”.

La sfida per il futuro è ora accompagnare questa crescita con strumenti capaci di sostenere la competitività delle imprese. In particolare, Coldiretti Puglia rilancia il principio di reciprocità, affinché sui mercati europei possano competere ad armi pari produzioni sottoposte agli stessi standard in materia di sicurezza alimentare, fitofarmaci, lavoro, ambiente e tracciabilità.

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