2 Marzo 2023
BREXIT: IN RECUPERO EXPORT AGROALIMENTARE MADE IN PUGLIA (+3%)

Dopo il vino, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari più venduti in Gran Bretagna ci sono i derivati del pomodoro ma rilevante è anche

il ruolo della pasta, dei formaggi, dei salumi e dell’olio extravergine d’oliva

Recupera l’agroalimentare made in Puglia sul terreno del Regno Unico con un aumento delle esportazioni del 3% e un valore di oltre 23 milioni di euro, dopo che con la Brexit l’export era crollato del 42% nel 2021. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti Puglia, su dati provvisori Istat Coeweb relativi alle esportazioni nel 2022 rispetto all’anno precedente.

Un segnale favorevole, con Coldiretti e Filiera Italia che esprimono un giudizio positivo sull’accordo raggiunto tra UE e Regno Unito sulla spinosa questione dello scambio di merci con l’Irlanda del Nord dopo la Brexit, ma chiedono attenzione ora alla effettiva implementazione.

La permanenza dell’Irlanda del Nord nel mercato unico UE, decisa al momento della Brexit per evitare di creare un confine fisico nell’isola dell’Irlanda, aveva di fatto creato un confine nel Mare d’Irlanda spostando i controlli alla partenza dai porti inglesi. Ora – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia - lo «schema Windsor» indica una soluzione a questa situazione complessa introducendo un «corridoio verde» per le merci britanniche (inclusi prodotti alimentari) che restano in Irlanda del Nord, per le quali non ci saranno praticamente controlli, e un «corridoio rosso» per le merci destinate invece al mercato europeo.

Dopo il vino, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari più venduti in Gran Bretagna ci sono – continua la Coldiretti Puglia – i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi, dei salumi e dell’olio extravergine d’oliva.

Le esportazioni di prodotti agroalimentari dalla Puglia al Regno Unito avevano registrato una crescita del 40% in 5 anni fino al 2020, aggiunge Coldiretti Puglia. Basti pensare che quasi un barattolo di pomodori pelati Made in Italy su cinque esportati finisce in Gran Bretagna che è dipendente dall’estero per l’80% del pomodoro che consuma e rappresenta per l’Italia e la Puglia uno sbocco di mercato di vitale importanza per l’economia e l’occupazione che va difeso con forza anche dopo la Brexit. Coldiretti Puglia ribadisce la politica lungimirante e di visione adottata con l’accordo di filiera sottoscritto da Coldiretti e Princes che hanno unito gli sforzi per sostenere il “Made in Italy” della filiera del pomodoro, valorizzandone l’elevata

Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve ora agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo, afferma Coldiretti nel sottolineare l’importanza di cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export. Ma è importante lavorare anche sull’internazionalizzazione – conclude Coldiretti - per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati valorizzando il ruolo strategico dell’Ice con il sostegno delle ambasciate.

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